Nike Mercurial Superfly IV, il nostro test

Nike Mercurial Superfly IV, il nostro test

Le Nike Mercurial Superfly IV sono le scarpe dei giocatori più veloci del pianeta; scarpe che insieme alle Magista hanno rivoluzionato completamente il modo di concepire le scarpette da calcio. Partendo dalle fantastiche Vapor, Nike ha prodotto una scarpa dalla leggerezza disarmante in grado allo stesso tempo di dare controllo estremo. Nonostante sia già uscita la loro evoluzione, la Superfly V, restano diversi i loro estimatori che nell’arco di tutto Euro 2016 hanno continuato ad utilizzarle. Oltre a Dimitri Payet due dei nostri azzurri che sono caduti ieri sera dal dischetto contro la Germania ne sono grandi ammiratori: Graziano Pellè e Simone Zaza. (per vederla da vicino CLICCA QUI)

 

Vi sveliamo le nostre sensazioni!

Estetica. Le Nike Mercurial Superfly IV ereditano l’olografia delle Vapor tuttavia, rispetto allo storico modello, il Flyknit le rende meno aggressive e un po’ più eleganti. Un aspetto positivo per alcuni, negativo per altri: a noi piace, decisamente.

Peso e morbidezza. Ci aspettavamo fossero leggere, ma una volta indossate siamo rimasti sbalorditi: queste scarpette non pesano nulla. Oltre al cambiamento di materiale della tomaia, il fattore più incisivo in merito ci sembra essere la suola, più flessibile e morbida rispetto agli anni passati. Una delle pecche delle Mercurial Vapor era sempre stata la rigidità della pianta, fattore che spesso poteva procurare vesciche o altri fastidi. Difetto abilmente corretto in questa edizione delle Superfly.

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Forma e comodità. L’adattamento del piede alle Mercurial Vapor X non è facile a causa della pianta molto stretta e della calzata molto rigida (un problema specie per i giocatori con pianta larga). Al contrario le Nike Mercurial Superfly IV, forse aiutate dal Flyknit si rivelano comode sin dalla prima calzata, avvolgendo il piede alla perfezione pur mantenendo una pianta molto stretta. La punta rimane molto sottile e permette di passare agevolmente sotto il pallone per le giocate più rapide e velenose.

Deterioramento. Difficile – come ripetiamo sempre – valutare in poche settimane di testin ma ci sentiamo di dire che la parte più a rischio rimane la punta che rimanendo molto fine e schiacciata rischia di rovinarsi rapidamente. Bene invece la protezione del tacco che non dovrebbe assolutamente permettere un deterioramento esagerato nella parte posteriore.

Video by @footballerz Italy

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Tacchetti. Le Superfly IV confermano l’impianto di tacchettatura tipico delle Mercurial. I tacchetti sono allungati, perfetti per arpionare il terreno e compiere cambi di direzione. Abbiamo provato una versione FG e vi diciamo che con la palla sotto la suola, bisogna essere un po’ abituati. Sicuramente sono meno immediate nelle risposte rispetto, ad esempio, alle Hypervenom I provate durante i mesi scorsi. La parola d’ordine è e rimane “velocità”: queste scarpe sono adatte a esterni, seconde punte, centrocampisti di inserimento e – ci sbilanciamo! – terzini con forti propensioni offensive; giocatori che puntano l’uomo in velocità o che sono capaci di inserirsi bene negli spazi.

Particolarità. Il punto forte della Nike Mercurial Superfly IV è sicuramente il Flyknit. Il nuovo tessuto che costituisce la tomaia rivoluziona completamente l’esperienza Mercurial. A nostro avviso con questa scelta Nike ha voluto migliorare in maniera esponenziale la sensibilità nel controllare e giocare il pallone. L’aspetto negativo è che passaggio al Flyknit ha prodotto sicuramente enormi risultati in termini di leggerezza e controllo; tuttavia ha acuito i problemi riguardanti la protezione del piede. Specialmente sul collo del piede. Insomma, ragazzi: se vi sta arrivando un pestone, meglio far finta di non poter arrivare sul pallone che tentare il contrasto!

Una scarpa quindi perfetta per chi deve offendere e creare situazioni pericolose e meno consigliata per chi deve “fare legna” in mezzo al campo. Terzini di spinta e esterni d’attacco sono sicuramente i più adatti, ma ci pare interessante che giocatori di qualità che non tirano mai il piede indietro come Marchisio o Vidal abbiano scelto questo silo per le loro giocate.

[Tester: @SimonePobiati ]



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