Adidas Ace 15.1, la nostra recensione

Adidas Ace 15.1, la nostra recensione

Diciamoci la verità: l’eredità da raccogliere è di quelle pesanti. Perché anche se Adidas ha voluto rimescolare le carte e ha cancellato a primavera tutti i precedenti modelli lanciando due nuovi silo, X e Ace, quando leggi parole come ‘controllo’ o ‘playmaker’ non puoi non pensare alle Predator. Senza entrare nel merito delle strategie a lungo termine della casa di Herzogenaurach, è giusto partire da qui per giudicare – dopo qualche mese di test – le Adidas Ace 15.

Il primo impatto, dopo la scorpacciata di Predator del 2014, è stato un po’ brusco. Specie in foto la Ace 15 non sembrava una scarpa top gamma tradizionale, con quella parte posteriore all’apparenza troppo “plasticosa” e un’anteriore difficile da digerire, con l’ormai ben nota gabbia 3D. Tutte prime impressioni rivelatesi poi perlopiù fallaci. Sia in campo, addosso ai professionisti, sia al piede, le Adidas Ace 15 hanno il loro fascino. Merito anche dei colori scelti, con la versione nero/arancio che spicca su tutte, fra quelle uscite finora, anche nella versione non-Primeknit. In comune con le zie Predator, esteticamente la Ace 15 ha questo: una volta indossata ti fa sentire un vero calciatore, a prescindere dalle capacità effettive e dalla categoria frequentata. L’autostima del calciatore ha bisogno anche di questo, a volte.

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L’altra grossa sorpresa è stata – poi – la comodità. Come detto in precedenza, le immagini viste al momento della presentazione sembravano suggerire una certa rigidità del modello che, invece, una volta indossato si è rivelato avvolgente e leggerissimo. Per intenderci – opinione personale – uno step di comfort più avanti delle stesse Predator Instinct. Il materiale dell’avampiede, nonostante le apparenze, ben si adatta al piede, fasciandolo senza costringerlo (e questo era secondo noi uno dei piccoli difetti dell’ultima Predator) e accompagnandolo in ogni movimento, dallo scatto al contrasto deciso. Certo, i puristi della pelle (benché sintetica) storceranno il naso, ma il nostro consiglio e di provarle senza pregiudizi. Per chi proprio non si rassegna, Adidas ha prodotto anche una Ace 15 Leather, con tomaia in pelle, vista all’opera anche in tv ai piedi di diversi pro.

Altro giro, altra nota positiva. Molte volte scrivendo di scarpe su queste pagine avevamo fatto notare come, soprattutto in certe parti d’Italia, il campo sintetico abbia sostituito in toto l’erba naturale. Un fattore positivo per tanti versi che, però, rendeva inadatte all’uso massivo e continuato molte suole FG. Noi stessi avevamo rilevato alcune ‘strane’ rotture su diversi modelli del passato, la cui struttura (rigida, con tacchetti molto pronunciati) mal si addiceva ai campi su cui si svolgono ormai moltissimi tornei e campionati. Con la Ace 15, invece, Adidas ha mostrato di stare al passo coi tempi (come conferma la recente nascita della Ace 16+ TKRZ). La suola delle Ace 15 è completamente nuova, ibrida AG/FG, che nella parte dell’avampiede accoppia a sei tacchetti conici tradizionali una serie di tacchettini più piccoli, evidentemente mutuati dalle esperienze ormai ultra decennali con le scarpe da calcetto su sintetico. Il risultato è ottimo. La stabilità è garantita, la mobilità nello stretto anche e risultano smorzati anche quegli effetti collaterali (dolori, talloniti, ecc) che alcuni lamentavano con l’uso delle scarpe FG su campi in sintetico. Anche sui terreni umidi di fine autunno le Adidas Ace 15 si sono disimpegnate bene.

La comodità è senz’altro un fattore decisivo, quando parliamo di scarpe da calcio, ma sarebbe nulla se non corrispondesse a un adeguato feeling con la palla. E le Ace 15, da questo punto di vista, non temono confronti. Come scritto prima riguardo al comfort, ogni pregiudizio sui materiali usati da Adidas è tramontato dopo i primi utilizzi. La Ace è sufficientemente leggera da ‘far sentire’ la palla in ogni circostanza, permettendo di controllarla con facilità e di giocarla rapidamente. Tocchi brevi, passaggi decisi, cambi di gioco: tutta la gamma è coperta dalle caratteristiche della scarpa; che non si tira certo indietro quando è il momento di battere a rete, sia di potenza che – soprattutto – di precisione. Va menzionata a tal proposito la linguetta, leggerissima e minimale, che una volta allacciata la scarpa aderisce perfettamente al piede senza creare spessori eccessivi, permettendo un uso ottimale anche del collo. Una scarpa ottima per i centrocampisti centrali, com’è ovvio che sia, ma da non trascurare anche in chiave esterni/attaccanti per via dell’incredibile leggerezza.

Nel complesso dobbiamo ammettere che la Ace 15 non solo ha vinto il nostro scetticismo, ma è diventata anche una delle nostre scarpe preferite del 2015, soprattutto per la formidabile accoppiata peso ridotto-suola performante. Non vediamo l’ora di testare la versione Primeknit e quella 2016 per la quale, secondo le indiscrezioni, non dovrebbe mancare poi tanto. [Tester: @orangeket]



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