Adidas Ace 16 Primeknit, il nostro test

Adidas Ace 16 Primeknit, il nostro test

ACE 16 PRIMEKNIT

La Ace 16+ Primeknit sono le sorelle minori delle Ace 16, che tanti campioni preferiscono al modello di punta di casa Adidas. Qualche nome? Uno su tutti: Miralem Pjanic, nuovo cervello del centrocampo della Juventus.

Ecco il nostro test!

ACE 16 PRIMEKNIT

Come sulle Purecontrol, anche le Ace 16 Primeknit hanno il “collo alto”, a differenza della versione 2015, e propongono diverse soluzioni interessanti. La tomaia è – come suggerisce il nome stesso – realizzata in Primeknit, l’innovativa trama di tessuto targata Adidas, vista inizialmente su modelli sperimentali e dall’anno scorso lanciata su Ace 15 e X15. Partiamo dall’estetica e diciamo subito che la Ace 16 Primeknit è una delle scarpe più sexy in circolazione; la forma è filante e le tre strisce Adidas che avvolgono il piede in posizione centrale danno uno stile inconfondibile e aggressivo alla scarpa. Il “collo” della scarpa tedesca è meno pronunciato ed estremo rispetto a quello delle rivali americane, ma l’effetto complessivo (in tv e addosso) è assolutamente spettacolare. Oltre alla colorazione verde slime del test abbiamo apprezzato anche le uscite successive: in particolare quelle nere e la recentissima Shock blue.

ACE 16 PRIMEKNIT

Per quanto riguarda le sensazioni, abbiamo notato subito la grande “consistenza” delle Ace 16 Primeknit, che alla struttura in Primeknit accoppiano uno strato superiore sintetico in grado di aumentare stabilità del piede e protezione. In pratica le Ace 16 si indossano come un calzino elastico e avvolgente, che nella parte superiore è ricoperto e avvolto da due lembi di tomaia in materiale sintetico; da lì passano i lacci, che si inseriscono nella linguetta in trama di tessuto. Questa soluzione differenzia la scarpa dalle principali rivali, nelle quali la gabbia che avvolge il piede è un’unica struttura in tessuto, ma anche dalle più tradizionali (come disegno) Ace 15 Primeknit dell’anno scorso. Chiaramente, come abbiamo sempre detto, il collo alto (che ormai è il presente della scarpa da calcio) è anche una questione di gusti e comodità. Non è un caso dunque che alcuni calciatori professionisti abbiano preferito usare ancora le Ace 15 o alternare i diversi modelli, talvolta preferendo le Adidas Ace 16 low cut, disponibili in tomaia sintetica e pelle. Ma questa, direbbe qualcuno, è un’altra storia.

Video by @footballerz italy

Una scarpa rivoluzionaria, questa Adidas Ace 16, ma anche più tradizionale. Tanto è vero che necessita di qualche sessione al campo prima di adattarsi perfettamente al piede del nuovo proprietario, proprio come accadeva una volta. Superata questa fase, avrete ai vostri piedi una scarpa leggera e resistente, in grado di offrire un feeling piuttosto spinto sia con la palla al piede che in tutte le altri fasi della partita. La particolare struttura knit+sintetico descritta in precedenza – inoltre – offre qualcosa in più anche in fase di calcio, massimizzando gli effetti della grande libertà di movimento del piede studiata dai designer Adidas.

ACE 16 PRIMEKNIT

Per quanto riguarda la suola, torna (adeguatamente rivisitato) il “vecchio” Sprintframe di casa Adidas, che sostituisce il piatto universale FG/AG lanciato a maggio 2015 sulle prime Ace. Una suola di stampo più tradizionale, con 11 tacchetti conici perfetti per i sintetici più nuovi (diciamo dalla terza/quarta generazione) e per i campi in erba naturale ma un po’ troppo rigida per garantire comfort su terreni diversi. Intendiamoci, soluzione promossa, ma per noi un peccato. Perché amavamo (e segretamente amiamo ancora) i piccoli tacchetti delle Ace 15, perfetti in allenamento e su terreni un po’ più duri o deteriorati. Riallacciandoci al discorso collo alto/collo basso, diciamo che forse l’ideale per un amante del Primeknit Adidas sarebbe avere in borsa un paio di Ace 16+ come quelle prese in esame in questo test, lasciando però un po’ di spazio per un paio di Ace 15 Primeknit da tirare fuori in caso di necessità.

Le Adidas Ace 16 Primeknit sono concepite come una scarpa di controllo, e per ciò stesso ideali per centrocampisti centrali e costruttori di gioco. Non è da disdegnare, però, l’utilizzo nel cuore della difesa, soprattutto per i centrali dai piedi buoni; il peso ridotto – poi – potrebbe indurre in tentazione anche gli esterni e qualche attaccante che vuole unire potenza e precisione alla rapidità di movimento. Insomma, vi abbiamo fatto il perfetto identikit del prodotto adatto a Miralem Pjanic che, ovviamente, l’ha scelta per questo!

[Tester: @orangeket]