Adidas X 18+ vs X 18.1, la recensione-confronto

Adidas X 18+ vs X 18.1, la recensione-confronto

Dopo tre anni di attesa e le interlocutorie (anche se validissime X15 e X16 e 17) per la prima volta togliendo dalla scatola e mettendo ai piedi le adidas X18 (nelle due versioni 18+ e 18.1) abbiamo sentito forte la sensazione di trovarci di fronte a un paio di F50 moderne. Un “sapore di adizero” dovuto non solo al design in sé, ma anche al feeling che ci hanno dato in campo, sin dai primi utilizzi.

Una cosa va segnalata subito: la via del compromesso è stata abbandonata. Con questa edizione adidas, che negli anni scorsi aveva un po’ “tradito” le esigenze dei suoi clienti Speed torna ad imboccare con prepotenza la strada della velocità.

Recensione adidas X 18 | Le prime X “Laceless”

 

Inutile girarci troppo attorno, gran parte delle curiosità attorno a questa scarpa (e forse il motivo stesso per cui state leggendo questa recensione delle adidas X 18) verte sull’assenza di lacci. Il brand ha voluto completare il trittico dei suoi modelli top nella versione laceless, dopo Predator e Nemeziz.

Il risultato è una calzata stabile e sicura, che abbina un design tipico delle scarpe “low cut” con il tipo di comfort che sono in grado di garantire le altre sorelline più anziane senza lacci. Grazie al design combinato della zona attorno alla caviglia e al collo del piede, la X18+ resta ben salda attorno al piede, permettendo di non dover barattare l’assenza di allacciatura con troppa libertà di movimento.

Abbinate questo a un peso davvero ridotto e avrete una scarpa ideale per chi, in campo, vive di corse e scatti.

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Recensione Adidas X 18 | Perché sì

 

Fate le doverose premesse, ecco perché usiamo, useremo e vi consigliamo le adidas X 18+.

Per chi arriva dai precedenti modelli X, il peso è ridotto e anche l’ingombro attorno al piede. E’ uno scarpino fatto per correre, scartare, concludere. Fine. Se questo è ciò che vi interessa più di ogni altra cosa, benedirete i grammi risparmiati e la silhouette che ricorda quella di un aereo a reazione o di un razzo.

Per chi è affezionato a modelli Speed di altri brand, il plus è senz’altro il fatto che le migliori qualità non siano abbinate a un’eccessiva rigidità. Una volta sformate nei primi utilizzi, le X 18+ rimangono ben aderenti al piede e compressive senza risultare ostiche o “dolorose”.

Il design sul collo del piede, sebbene sia un po’ da “digerire” in quanto inusuale, garantisce oltre alla compressione una bella superficie di calcio. Che non “agevola” come era capitato su Ace e Predator, scarpini che ci hanno fatto sentire Pogba, anche solo per una sera, ma permette senz’altro di “sentire” il pallone nella giusta maniera prima di scagliarlo verso la rete.

Inoltre – volendo parlare della suola – basterebbe anche solo il nome: Speedframe. La “nipote” della storica Sprintframe di adidas è una garanzia di leggerezza e reattività ad accelerazioni e frenate.

Recensione Adidas X 18 | Perché no

 

Vedendo le cose da un altro punto di vista, può darsi che usando X16 e X17 vi siate abituati (come Jordi Alba, ad esempio, che sembra non aver legato con il modello) a un altro tipo di comfort e a un altro tipo di scarpa. Non è un caso che si trattasse di modelli visti ai piedi di molti centrocampisti, anche di talento.

Il disegno torna a essere pensato per piedi con pianta più larga e il perché lo scoprirete fra poche righe. Questa X, pur essendo un concentrato di tecnologia calcistica, è una scarpa estremamente più spartana e meno “morbida”.

Lo Skeletalweave della tomaia è leggerissimo e promette resistenza, ma non ha nulla a che vedere con la morbidezza delle X17. Resta più rigido anche dopo diversi utilizzi e – pensando al concept della scarpa – è normale che sia così.

Di questa caratteristica risentono il comfort (no piedoni larghi, please) e il tocco di palla, per cui se siete alla ricerca di uno scarpino pensato per chi vive la partita con la palla incollata al piede, è probabile vi venga spontaneo scegliere uno degli altri silo adidas.

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Recensione Adidas X 18 | La versione 18.1 coi lacci

 

Adidas X 18.1: perché sì

La pianta è stretta ma non soffocante, e questo permette di giocare con il piede fasciato ma senza essere troppo compresso. La parte della tomaia sulla caviglia garantisce mobilità e copertura, perché risulta bassa sul malleolo e alta sui tendini.

Il peso è ridotto e anche il laccio asimmetrico garantisce grande libertà e pulizia nella fase di calcio.

Adidas X 18.1: perché no

Rispetto alla sorella maggiore X 18+ il materiale della tomaia dà un effetto “plasticoso” che ha effetti negativi sul controllo e aggrava ulteriormente le perplessità legate alla forma troppo bombata della punta. Quest’ultimo aspetto si addice poco – secondo noi – a una scarpa appartenente al segmento Speed. Il risultato è uno scarpino con delle serie potenzialità (esteticamente è una bomba, in alcune versioni meglio anche della X 18+) ma che non ci ha convinto fino in fondo. Dalle eredi delle F50 adizero è lecito aspettarsi di più.

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